Eppure, da oggi, più vivo che mai.
Si chiamava Vico Santa Maria. Ora ha un nome che sa di promessa: Il Vicolo degli Innamorati. Una nuova idea prende forma proprio qui, nel cuore del borgo, grazie al Vicesindaco Morena Cecere e alla Consigliera Palma Viscione, che hanno voluto trasformare questo luogo in uno spazio capace di raccontare emozioni e memoria.
Francesco e Caterina
«Non rinnegarono il loro sentimento, pur essendo ben consci delle traversie da superare.»
Un amore nato ai piedi del Taburno
La loro è una storia vera, non un'invenzione romantica. Francesco Izzo, nato il 12 aprile 1839 nel Latonuovo, e Caterina Riccio, nata lo stesso giorno — 12 aprile 1841 — a Santo Spirito, a poca distanza, sui due versanti dello stesso colle. Un bizzarro destino volle che perfino la data di nascita li legasse.
Il milite borbonico e la sua innamorata
Con la soppressione del regno borbonico e l'annessione al nuovo Stato italiano, Francesco si rifiutò di sciogliersi dal giuramento di fedeltà al re napoletano. Divenne prima uno «sbandato negativo alla chiamata», poi un brigante ricercato. Caterina non lo abbandonò. Divenne sua «manutengola» — come si chiamava allora chi aiutava e proteggeva un fuorilegge — guidata non da calcolo, ma dal cuore.
Il prezzo dell'amore
Il 23 ottobre 1863 Caterina fu condannata a un anno di domicilio coatto sull'Isola del Giglio, accompagnata colà il 2 novembre. Francesco assistette impotente dalla lontananza. Al rientro di lei, il cerchio intorno a lui si era ormai chiuso: il 31 maggio 1865, il suo cadavere venne rinvenuto in località Tuoro del Faro, alle falde del Taburno.
Caterina era ancora detenuta nel carcere di Benevento. Scarcerata il 10 giugno 1865 per insufficienza di prove, rientrò in paese e apprese solo allora della morte dell'amato. Il suo volto — raccontano le cronache — «divenne di un colorito cereo. Non pronunciò mai più il nome di Francesco».
La memoria che resta
Nel cimitero di Montesarchio, sul muro della Cappella dell'Arciconfraternita di Sant'Antonio, una lapide ricorda questo amore sventurato. La vicenda è stata raccolta nel libro «Francesco e Caterina — Unità d'Italia e Brigantaggio» di Nicola Angelo Tinessa, portata in scena durante la XVIII edizione di Giorni al Borgo (settembre 2013) e narrata in un cortometraggio realizzato dall'I.C. 1° Circolo di Montesarchio nel 2014.
Il Vicolo Oggi
Cammina sotto i cuori che pendono nell'aria. Lascia che le pietre ti raccontino. Poi seguilo, questo percorso: lasciati portare fino alla Torre, dove la panchina dell'amore guarda il mondo dall'alto e il tempo, finalmente, si ferma.
Non è solo un vicolo. È una visione. Un territorio che si racconta attraverso la bellezza, la storia, il sentimento. Un'idea che diventa luogo. Un luogo che diventa motivo per tornare.
Come Raggiungere il Vicolo
Il Vicolo degli Innamorati si trova nel cuore del centro storico di Montesarchio, nell'antico Vico Santa Maria, a pochi passi dalla Torre Medievale.
Coordinate: 41.066432, 14.638797
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Il Vicolo degli Innamorati · Vico Santa Maria · Montesarchio (BN)
La Memoria nel Tempo
La vicenda di Francesco e Caterina ha ispirato più forme di racconto e memoria:
- Libro: Francesco e Caterina — Unità d'Italia e Brigantaggio, di Nicola Angelo Tinessa
- Teatro: Rappresentazione del Forum dei Giovani di Montesarchio, XVIII edizione di Giorni al Borgo, settembre 2013 — con le strade del Latonuovo come palcoscenico
- Cortometraggio: Francesco e Caterina — Storie di Montesarchio, I.C. 1° Circolo di Montesarchio, 2014
- Lapide commemorativa: Cimitero di Montesarchio, Cappella dell'Arciconfraternita di Sant'Antonio
- Vicolo degli Innamorati: Istituzione del luogo a cura del Vicesindaco Morena Cecere e della Consigliera Palma Viscione